KV34

KV34 (Kings' Valley 34)[N 1] è la sigla che identifica una delle tombe della Valle dei Re in Egitto; era la tomba del faraone Thutmosi III (XVIII dinastia)[N 2].

KV34
Isometria, planimetria e alzato di KV34
CiviltàAntico Egitto
UtilizzoTomba reale
EpocaNuovo Regno (XVIII dinastia)
Localizzazione
StatoBandiera dell'Egitto Egitto
LocalitàLuxor
Dimensioni
Superficie310,92 
Altezzamax 4,86 m
Larghezzamax 8,52 m
Lunghezzamax 76,11 m
Volume792,71 m³
Scavi
Data scoperta1898
OrganizzazioneService des Antiquités
ArcheologoIspettore Hosni, ma attribuita a Victor Loret
Amministrazione
PatrimonioTebe (Valle dei Re)
EnteMinistero delle Antichità
Visitabilesì (visita compresa nel biglietto di ingresso alla Valle[1])
Sito webwww.thebanmappingproject.com/sites/browse_tomb_848.html
Mappa di localizzazione
Map

Storia

Planimetria schematica di KV34
Statua in basalto di Thutmosi III, oggi al Museo di Luxor

Scavata nella ripida parete di una collina, nell’antico letto di una cascata, KV34 fu scoperta, nel 1898, dall’Ispettore alla Valle Hosni (non si hanno ulteriori informazioni anagrafiche), ma la scoperta venne accreditata a Victor Loret, all’epoca direttore del Service des Antiquités[2], che ne curò le prime operazioni di scavo unitamente a George Daressy[N 3]. Nel 1932 la tomba venne sottoposta a rilievi fotografici a cura di Paul Bucher[N 4].

Architettura

Corridoio di accesso a KV34

Scavata a circa 30 m dal suolo della Valle (tanto che è raggiungibile solo salendo una scala installata in tempi moderni), KV34 presenta la planimetria tipica delle tombe della XVIII dinastia, ad asse spezzato.A una scala di ingresso (a) (le lettere relative ai vari corridoi e locali fanno riferimento alla planimetria schematica accanto riportata) fa seguito un corridoio in pendenza (b), che dà accesso a una camera, non rifinita e di forma irregolare, attraversata da una scala (c), che porta ad un secondo corridoio in pendenza (d), culminante in un pozzo verticale di circa 5 m x 4, profondo circa 6 m (e), che appare per la prima volta in una tomba, ma che sarà poi ripetuto in altre sepolture della Valle[N 5]. Oltre il pozzo e da questo separata da una parete costruita dopo la sepoltura, una camera trapezoidale con due pilastri centrali (f) presenta, in un angolo, una scala che dà diretto accesso alla camera funeraria (g), che presenta anch’essa due pilastri centrali e quattro piccoli annessi (1, 2, 3 e 4) destinati a contenere le suppellettili funerarie[3].

Particolare è la forma della camera funeraria che ha gli angoli arrotondati così da assomigliare ad un cartiglio reale quasi che la presenza del corpo del re sostituisca il vero e proprio nome del re normalmente in esso iscritto[4].

Studi eseguiti da John Romer, negli ultimi anni del '900, sulle operazioni dell’antico scavo hanno consentito di appurare che KV34 non era ancora ultimata all’atto della morte del re e fu realizzata in nove successive fasi:

Tabella dei lavori di scavo in KV34

Tabella della sequenza dei lavori eseguiti per la realizzazione di KV34[5]
N.roOperazioneNote
1scavo della tombanon ultimato
2intonacatura delle pareti-
3dipintura dei soffitti e dei fregirealizzazione frettolosa non ultimata
4allargamento delle porte per agevolare il passaggio di suppellettili funerarie-
5sigillatura della camere laterali alla camera funeraria-
6funerale-
7dipintura dei testi nella camera funerariadistruzione dei dipinti precedenti
8ri-dipintura di ulteriori fregi oltre quelli già esistentiripristino delle pitture distrutte con l'allargamento delle porte
9chiusura della tomba-

Decorazioni

Registro superiore: Thutmosi III conduce una barca sacra insieme alla madre Iside. Registro inferiore, a destra, il re viene allattato da un sicomoro sacro con le sembianze e il nome della madre

I passaggi non sono decorati, ma le altre aree sono intonacate e dipinte per la prima volta nella Valle. Il pozzo verticale (e) presenta fregi kheker[N 6] alle pareti e soffitto astronomico con stelle gialle su sfondo blu. L’anticamera (f) offre, alle pareti, capitoli dell’Amduat e 765 divinità, ripartite in 741 riquadri, che garantiscono, ogni giorno, la rinascita del sole (un analogo apparato pittorico era stato previsto, ma non realizzato, nella tomba KV35 del successore Amenhotep II)[6].

La camera funeraria (g) presenta, alle pareti, capitoli del Libro dell’Amduat a imitazione di un testo su papiro, con inchiostro nero e rosso su sfondo paglierino per cui lo stile delle immagini e dei geroglifici è il corsivo, o scrittura ieratica, usato dagli scribi[6][7]. Le parti libere dal testo vennero riempite con scritti in ieratico e figure[6].

Per la prima volta, inoltre, sette delle otto facce dei due pilastri presenti nella camera funeraria sono decorati con passi delle Litanie di Ra[3]; l’ottava faccia è occupata da una scena unica: il re, seguito dalle regine Meryt-Ra e Satiah, nonché dalle figlie, viene allattato da un albero di sicomoro. Tale albero, tuttavia, era sacro alle dee Hathor e Iside; considerando che il nome della madre del re era, appunto Iset, ovvero Iside, appare chiaro che il riferimento è proprio un omaggio, contemporaneo, alla madre terrestre e a quella celeste[3][6]. Tali decorazioni sono realizzate in maniera stilizzata, ma, nonostante la stilizzazione, non appaiono superficiali o affrettate; secondo John Romer, tali dipinti, potevano essere bozzetti su cui poi realizzare dipinti più completi e colorati e, con molta probabilità, vennero realizzati a morte del re già avvenuta quando si dovette procedere a restaurare i danni causati alle pareti durante le fasi di allargamento delle porte per consentire il passaggio più agevole delle suppellettili funerarie (vedi sopra tabella, fase n.ro 4) [6].

I quattro annessi laterali alla camera funeraria sono privi di decorazioni.

Ritrovamenti

Nonostante la posizione nascosta, quasi alla fine della Valle dei Re, e la difficoltà di raggiungimento data la considerevole altezza dal piano, KV34 fu oggetto, in antico, di ruberie e di considerevoli danni alle suppellettili funerarie. Pochi e molto danneggiati furono i rinvenimenti di Victor Loret all'atto della scoperta della tomba: piccole statue del re e di divinità in legno, frammenti di modelli di barche, vasellame e ossa di un babbuino e di un toro[8].Due degli annessi alla camera funeraria erano sicuramente stati completamente vuotati.

Uno o più depositi di fondazione[N 7]. vennero trovati da Daressy nel 1898-1899 nei pressi della tomba; altri ne vennero rinvenuti da Howard Carter.Alcune suppellettili, pertinenti a Thutmosi III e forse provenienti da KV34, vennero rinvenuti nella KV4 di Ramses XI.

John Romer rinvenne, inoltre, alcuni graffiti, che attestavano ispezioni della tomba durante la XX dinastia, a firma dello scriba Amenhotpe, ma non è possibile risalire sotto quale re tale ispezione ebbe luogo[8].

In uno degli annessi laterali alla camera funeraria vennero rinvenuti resti umani di sepolture intrusive, anch'esse oggetto di furto, risalenti verosimilmente, alla XXVI dinastia[9]. Nello stesso periodo, è noto che il funzionario Hapimen fece realizzare per sé una copia del sarcofago di Thutmosi III; si ipotizza che lo stesso Hapimen possa aver asportato i vasi canopi destinati originariamente al re[8].

Anche il sarcofago di Thutmosi III, in quarzite rossa a forma di cartiglio, aveva subito danni durante le scorrerie ladresche e, al momento della scoperta, si presentava vuoto mentre il coperchio era stato spezzato e rovesciato. Sulle pareti la rappresentazione, in altorilievo, delle dee protettrici e testi tratti dal Libro dell’Amduat.

La mummia del re, all'atto della scoperta della sua tomba, era già stata rinvenuta, all'interno di uno dei suoi sarcofagi lignei originali privato completamente, tuttavia, della laminatura in oro, nel deposito (cache) DB320 di Deir el-Bahari: il corpo del re, pesantemente danneggiato (la testa era staccata e le gambe spezzate), era stato ri-bendato ed erano stati applicati alle fasciature quattro remi per tenerlo dritto. Alcuni frammenti del sudario originale recavano ancora tracce di testi tratti dal Libro dei Morti[10]. Erano stati asportati tutti i monili e un largo squarcio sul torace (causato in epoca moderna dai tombaroli che, per primi, avevano scoperto DB320) indicava il tentativo di recuperare lo scarabeo che normalmente veniva posto all'altezza del cuore[8]. Grafton Elliot Smith[N 8] rinvenne, tra le bende, due strisce in oro, corniole, frammenti di lapislazzuli, perline in feldspato mentre recenti indagini ai Raggi X hanno consentito di appurare la presenza, sul braccio destro, di un bracciale.

Galleria d'immagini

Note

Annotazioni

Fonti

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • (EN) Theban Mapping Project, su thebanmappingproject.com. URL consultato il 24 febbraio 2006 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2006).